Inverno caldo e arido, per Giuliacci è allarme: conseguenze molto gravi

L’inverno che sta per terminare è stato caldo e anche arido, questo ovviamente rappresenta un campanello d’allarme, come sottolineato dai meteorologi più esperti come Andrea Giuliacci.

Le conseguenze saranno gravi, come è accaduto anche negli anni passati. Il cambiamento climatico si fa sempre più visibile negli eventi e nelle condizioni generali.

Inverno allarme
Allerta meteo per un inverno anomalo (voiaganto.it)

La temperatura invernale è una finestra sul clima di tutto l’anno, preannuncia anche quelle che saranno le variazioni durante la primavera e per il periodo estivo. Anche nelle previsioni degli anni precedenti ha offerto una visione chiara su cosa era possibile aspettarsi.

Inverno caldo e arido: le conseguenze

Andrea Giuliacci, tra i massimi esperti in materia, ha fatto luce sull’anomalia che stiamo attraversando. La stagione invernale infatti ha registrato temperature troppo elevate rispetto alla media stagionale in Italia, tanto da poter parlare di un mancato arrivo dell’inverno nel Paese.

Inverno arido
Conseguenze di un inverno arido (voiaganto.it)

Sembra una considerazione drastica ma in realtà, tranne brevi fenomeni isolati, la media è stata piuttosto mite anche nei mesi abitualmente più freddi. Secondo Giuliacci questo avrà delle conseguenze importanti per i prossimi mesi.

Sono anni che assistiamo ad una variazione importante da questo punto di vista con inverni che hanno temperature sempre più elevate, fenomeni con carattere tempestoso, siccità diffusa e poi estati sempre più roventi, con picchi che sfiorano le massime registrate nei deserti più caldi al mondo.

In particolare, l’inverno 2023 è stato molto arido al Nord Italia, registrando un deficit di pioggia del 40%. Questo è un danno enorme per le colture e per l’agricoltura nel senso più ampio ma anche per quello che potrebbe succedere di conseguenza. Essendo ormai prossimi alla primavera, se questa non dovesse rivelarsi una stagione piovosa, arriveremo all’estate con laghi e fiumi aridi. Per questo motivo, in un’intervista esclusiva a Notizie.com, il meteorologo ha posto attenzione sulla questione e sui suoi risvolti negativi.

Anche le nevicate sono state estremamente sporadiche, altro segnale decisamente fuori dalla norma, oltre che un problema molto grave per l’economia delle zone montuose che necessitano di nevicate per poter portare avanti gli impianti.

Quali sono i rischi di questo clima

Il problema di un inverno caldo e arido non è solo il pericolo connesso a fenomeni temporaleschi che poi possono arrivare in modo violento con conseguenti danni ingenti (basti pensare a quanto accaduto lo scorso anno), ma a quello che si preannuncia per l’estate. Con due stagioni di seguito siccitose vuole dire che l’estate sarà molto calda e afosa. Un pericolo per la salute, soprattutto in un Paese come l’Italia dove abitualmente nelle città interne si soffre molto il caldo torrido e dove c’è un gran numero di anziani a rischio con queste temperature.

Il pericolo maggiore però riguarda ciò che potrebbe accadere in autunno, continuando l’assenza di piogge in tutti questi mesi, con eventi che non riescono a coprire l’apporto d’acqua necessario al territorio, c’è da aspettarsi una situazione molto pericolosa nel periodo solitamente più piovoso dell’anno. Piogge che non sono adeguatamente frequenti, assumono molta energia e, quando arrivano, possono diventare violente e intense, ingestibili sul territorio.

Guardando al quadro attuale le temperature sono sopra la media, nelle prossime settimane dovrebbe arrivare una perturbazione che colpirà leggermente l’Italia con una variazione minima delle temperature che saranno più fresche e piogge intense. Niente però di sufficiente a sanare la situazione o svoltare la questione del terreno arido.

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