Una Settimana a New York, Itinerario New york

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Itinerario: Una settimana a New York
Viaggiatore: Gruppo di amici
Tipo di viaggio: Aereo
Occasione: Altra occasione
Costo del viaggio: da 1000 a 2000 euro

Pubblicato: 24.06.2008 15:57
Durata del viaggio: 8 giorni
Data della partenza: 14.06.2008
Data del ritorno: 22.06.2008

Scritto da sil72
Vive a Milano. Lombardia - Italia


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Racconto

99772 Times Square, un sabato pomeriggio.

Io e Elena, mia sorella, arriviamo a New York a mezzogiorno di sabato 14 giugno, dopo un viaggio lungo ma tranquillo a bordo di un volo Air France che fa scalo a Parigi prima di arrivare a New York. Il tempo di farci fare il visto sul passaporto e andiamo in albergo (in taxi: tariffa fissa 45 dollari), dove ci attendono un addetto al check in molto cortese, che ci dà tutte le indicazioni necessarie per muoverci agevolmente in metro, e una stanza che non si può certo definire lussuosa, ma è dotata di due lettoni giganteschi e di tutto ciò che serve, compresi dei cookies al cioccolato che addentiamo golosamente. Siamo un po' sballate dal jet lag, ma questo non ci impedisce di rinfrescarci un attimo e partire per il nostro primo giro a New York City!

Alla fermata della metro, linea 7, ci procuriamo una Metro Card della durata di una settimana (non servono foto nè particolari procedure: si cliccano due o tre tasti, si inseriscono nella macchinetta 25 dollari e la Metro Card è fatta) e andiamo.

[NOTA BENE: La metropolitana di New York è molto funzionale, ma attenzione all'aria condizionata, sempre a manetta. Inoltre, occhio perchè spesso alle fermate troverete due treni all'apparenza identici, che pare partano dallo stesso punto e vadano nella stessa direzione. In effetti è così, solo che uno, il LOCAL, farà tutte le fermate, l'altro, l'EXPRESS, ne farà solo qualcuna. In qualità di turisti, voi prendete il Local. Il viaggio sarà un pochino più lungo, ma almeno non rischiate che il treno non effettui la fermata che vi interessa.]

Scendiamo a Times Square. Piove che dio la manda, ma è uno spettacolo inimmaginabile, un luna park di video, colori, insegne animate. Stiamo qui tutto il pomeriggio, un po' per la pioggia che impedisce i movimenti, un po' perchè affascinate da questo incredibile carnevale, un po' perchè in Italia ormai sarà mezzanotte e noi siamo sveglie dalle 3 della notte prima. Ceniamo alle 18, in perfetto american style, in un McDonald (ma è un McDonald a Times Square, mica quello di Piazzale Loreto) e, dopo un ultimo giretto, ci incamminiamo verso l'hotel. All'arrivo nel Queens, dove alloggiamo, non ci ricordiamo la strada per tornare in albergo e girovaghiamo per almeno mezz'ora, fin quando, ormai zuppe d'acqua, ci viene la brillante idea di fermare un taxi.

[NOTA BENE 2: Brillante idea solo sulla carta. Il tassista è un cinese che non parla l'inglese, tantomeno l'italiano, e, ancor più gravemente, non conosce le strade (almeno così ci fa credere. L'Elena è ancora convinta che abbia voluto spillarci dei soldi!). Fatto sta che giriamo in macchina per almeno 40 minuti, fradicie e infreddolite - anche nei taxi, aria condizionata a manetta -, convinte di beccarci una broncopolmonite che ci costringerà a letto per tutto il resto della vacanza, finchè il taxi driver finalmente trova la strada, si fa pagare 20 dollari invece che 25 (ben gentile, ha sbagliato lui tutte le strade!) e andiamo dritte a letto, asciugandoci alla bell'e meglio e rimandando all'indomani persino le bestemmie.]


Domenica si va a messa

Ci svegliamo prestissimo, la prima domenica a New York. Fortunatamente niente broncopolmonite, e il tassista cinese è ormai un ricordo lontano. Corroborate dalla doccia e da una colazione in tipico american style (toast, cereali, uova, pancakes... a parte le uova, assaggiamo tutto), alle 8,30 siamo già per strada, destinazione Harlem. Alle 11 vogliamo assistere alla messa gospel della Abyssinian Baptist Church, la più antica chiesa di Harlem, e ipotizziamo che per riuscire a entrare dovremo affrontare una bella fila. Difatti è così. Ma fortunatamente il sacrificio della sveglia all'alba e della corsa per entrare in chiesa è ben ripagato da una messa che nulla ha a che vedere con le funzioni religiose cui siamo abituati noi. Difficile descrivere l'atmosfera: il pastore è coinvolgente, chiama l'applauso per i fedeli che si sono distinti durante la settimana nelle più svariate attività, distribuisce premi, ringrazia persino noi visitatori, che un po' imbarazzati ci alziamo in piedi per ricevere il saluto dei partecipanti alla messa. Canti, musiche, risate, persino barzellette, tra una preghiera e l'altra. Sul finale, un predicatore che caldeggia l'elezione di Barack Obama, suscitando l'ovazione di tutti i presenti. Un'esperienza unica.

Usciamo dalla chiesa che è l'ora di pranzo, ci viene una mezza idea di fare un brunch da Sylvia's, il ristorante più famoso di Harlem, ma di code e file per oggi ne abbiamo abbastanza, così ripieghiamo su un vicino Starbucks.

Riposate a sufficienza, cominciamo una passeggiata che da Harlem ci porta sulla Fifth Avenue, e che ci permette di vedere che le contraddizioni americane, pur in una città poco americana come New York, sono evidenti: i quartieri poveri, le facce nere delle persone lasciano il passo man mano ai quartieri più residenziali, per non dire lussuosi, dove i neri sono quasi del tutto esclusi. E' domenica, e la gente per strada è poca anche sulla Quinta: la troviamo concentrata in Central Park, dove c'è musica, feste, relax... una tranquilla domenica in città, non molto diversa da quelle che trascorriamo noi in Parco Sempione. Siamo a New York, cerchiamo di evitare le banalità, ma il pensiero che tutto il mondo è paese ci sfiora.


A passeggio per quartieri famosi

Il lunedì mattina io e Elena partiamo in esplorazione di alcuni tipici quartieri newyorkesi, cominciando dal Greenwich Village, elegante e colorato come più o meno ce l'aspettiamo. Non abbiamo una meta precisa, girovaghiamo per le vie, ci concediamo un po' di shopping, che poi risulterà essere il leitmotiv della nostra terza giornata newyorkese. Dopo pranzo (mangiamo una macedonia sedute su una panchina del parco), ci spostiamo a Chinatown, che è caotica e zozza, una Paolo Sarpi in versione gigantesca, piena zeppa di negozi che vendono ogni sorta di inutile chincaglieria. Un po' deluse, lo ammetto, ci spostiamo in Little Italy, che ormai è solo una vietta sommersa dal quartiere cinese: forse perchè siamo italiane, Little Italy ci appare leggermente più pittoresca rispetto a Chinatown, addobbata com'è dei festoni tipici delle nostre feste paesane, di idranti colorati di bianco, rosso e verde, di cartelli che danno il benvenuto ai turisti in italiano. E' tutto molto stereotipato e ormai lontano da com'è l'Italia adesso, ma di sicuro divertente. Camminando camminando, arriviamo a Soho, quartiere abbellito dalle sue case in ghisa con le scale antiincendio sui balconi viste in quasi tutti i film americani, e una serie infinita di negozietti anticonvenzionali, in cui ci divertiamo a fare un mucchio di shopping (siamo due sorelle trentenni in vacanza, alla fin fine: senza shopping, che gusto c'è?)

Contenuti dell'itinerario

1

Tour New York
New York - Stati Uniti d'America

14.06.2008

Hotel: Holiday Inn Express - Queens Midtown Tunnel,
Un po' fuorimano, ma ci si può accontentare
L'hotel si trova nel Queens, a poche fermate di metro (linea 7) da Times Square. Tra i suoi plus,...



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