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Un Giorno Alla Kasbah di Tangeri, Itinerario Tangeri

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Itinerario: Un Giorno Alla Kasbah di Tangeri
Viaggiatore: In Coppia
Occasione: Vacanze Estive
Costo del viaggio: meno di 500 euro
Pubblicato: 04.09.2007
Durata del viaggio: 1 giorni
Data della partenza: 21.08.2007
Data del ritorno: 22.08.2007

Scritto da Massj
Vive a Milano. Lombardia - Italia


Foto: 76

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Racconto

17024 Durante il viaggio in Andalusia, abbiamo scelto di fare un'escursione a Tangeri con FRS, compagnia di traghetti Tarifa-Tangeri che organizza anche dei tour guidati.

Il traghetto partiva alle 11, ma ci siamo presentati allo sportello frs un'ora prima come indicato, ritirando i biglietti prenotati (ma non pagati) via internet. Rientro previsto per le 19 spagnole, il marocco è due ore indietro.

Insieme ai biglietti bisogna compilare un modulo per la polizia marocchina che si devono consegnare in uno sportello della polizia a bordo del traghetto, che li ritira, controlla il documento (appunto la carta di identità) e mette un timbro sul biglietto di andata e ritorno che vale come un passaporto. Non tutti lo sanno, col risultato che scesi dal traghetto si viene rispediti indietro a consegnare il modulo.

Il traghetto è partito con mezz'ora di ritardo, giornata di sole e di gran vento come immagino che sia sempre a tarifa.

Arrivati al porto di tangeri, un mix di odori e puzze non meglio identificati ti accolgono, insieme alla guida che ti prende e ti mette sul pullman. Attenzione che ci sono finte guide che ti propongono di tutto.

Il pullman porta in città ci lascia in una piazza principale da cui si inzia un giro a piedi della kasbah che durante la giornata prevede diverse tappe: dai domatori di serpenti, alla vista sul mare, a diversi negozi per turisti, alla passeggiata sul cammello, al ristorante (incluso nella quota tranne le bevande, 1 euro l'acqua, 2 euro il resto, cibo accettabile), alla bibita al grand hotel, alla gita in pullman nei quartieri dei ricchi (residenza estiva del re e ville di politici, contrabbandieri e narcotrafficanti).

Il gruppo è controllato e seguito anche da un ragazzo marocchino che fa da guardia.

Oltre a tutto lo shopping "convenzionato" con il tour ogni due metri c'è qualcuno che vuole venderti qualcosa. Fondamentalmente siamo dei portafogli ambulanti per loro.

La kasbah, tranne alcuni tratti, è più pulita di quello che si può pensare, ma a impressionare è la povertà, dalla vecchietta berbera che vende pochi fichi d'india per terra, al bugigattolo di un metro di larghezza per uno e mezzo di altezza e due di profondità dove un ciabattino sommerso da vecchie scarpacce fa il suo lavoro.
Pochi metri ed ecco che in un buco di posto due ragazze col velo cuciono immerse negli stracci.
Tutto è strettissimo, nelle strade della kasbah passano appena due persone affiancate, non pare pericolosissimo, ma non è nemmeno un posto proprio tranquillo.

I negozi per turisti aprono solo per farci entrare e poi ci chiudono dentro.

I prezzi sono tutti trattabilissimi, un ragazzo napoletano spunta a 15 euro una collana che partiva da 80.
Ci fanno la dimostrazione dei tappeti e delle spezie, i venditori sono dei grandi conta balle ma sono simpatici e parlano un po' tutte le lingue compreso l'italiano.

Un tizio inglese acquista un sacco di cianfrusaglie a caro prezzo.
In generale non vale la pena comprare nulla, i prezzi sono altissimi, le stesse cose si trovano a meno in Italia. Oppure bisognerebbe comprarle in negozi non per turisti.

Fuori dalla kasbah c'è una città moderna, anche se c'è la gente che dorme per terra nei giardini dei boulevard, la povertà non si nasconde, ma qui pare un fatto assolutamente normale. Ovunque la presenza ossessiva di bandiere marocchine, di manifesti col re e di poliziotti che fermano le macchine a ogni incrocio.

Un altro mondo rispetto all'europa, povertà e dittatura si vedono.

Non amo i tuor così guidati, ma per chi non ha molta dimestichezza con i paesi extra-europa come me, è una occasione per iniziare a conoscerli in maniera protetta.




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