Racconto
Non so a quanti, ma sicuramente a pochissimi e in occasioni più uniche che rare, sia capitato di visitare il Palazzo della Consulta a Roma, sede della Corte Costituzionale.
Chi, come me, ha scelto di intraprendere gli studi giuridici, ha sempre letto delle statuizioni di questa istituzione, molto simile, da quello che traspare sui libri, ad un fossile. Invece, entrando in quel portone e assistendo alle udienze (benchè a volte noiose), mi è sembrato di vedere il diritto nascere, evolversi e muoversi, tra i corridoi di un palazzo del XVIII sec., i cui interni sono arredati in maniera ultra-moderna (almeno quelli visitabili da parte degli esterni). Dal Terrazzo del belvedere era possibile vedere uno dei più bei panorami della Città Eterna che mi siano mai capitati. Un palazzo che sorge al fianco del Quirinale (e, quindi, alla sede dell'altro garante della Costituzione), che domina la città e che vede, sebbene a distanza, la Città del Vaticano, le sedi degli organi parlamentari e la sede della Suprema Corte...simpatica ricostruzione della posizione istituzionale della Corte Costituzionale, rispetto agli altri poteri nazionali e stranieri (ma che, spesso, hanno un certo peso, nella vita interna del nostro Paese), fattaci notare dal Vice-Presidente della Corte stessa che, in quanto tale, ben conosce quella vista.
Dopo l'udienza, alcuni tra i più grandi giuristi italiani (e per questo membri attuali o passati della Corte), hanno tenuto una lezione o, più semplicemente, dei cenni di saluto.
Dopodichè, mi sono catapultato (o, come il buon Camilleri preferirebbe, "catafottuto") in un ottimo ristorante nei pressi di Piazza Navona, il "Passetto", in cui avevo già avuto occasione di assaggiare i migliori bucatini all'amatriciana che abbia mai mangiato... e lo chef non si è smentito...a prova di ciò allego il bis che ho, vergognosamente, fatto... al che, mi era rimasto solo il tempo che ho impiegato per tornare alla stazione Termini...una bella passeggiata sotto il sole ruggente, che mi ha fatto vedere altre simpatiche cose di questa splendida ed eterna città. Inutile dire che, dopo la levataccia delle 5.30 per prendere il treno alle 6.36, e dopo una giornata bella ma alquanto stancante, il viaggio del ritorno è stato una lunga dormita conclusasi solo alla stazione di Napoli Mergellina.