Ma Come si Mangia e Beve Bene a Piacenza..., Itinerario Gazzola

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Itinerario: Ma come si mangia - e beve - bene a Piacenza...
Viaggiatore: Gruppo di amici
Tipo di viaggio: Auto
Occasione: Weekend
Costo del viaggio: meno di 500 euro

Pubblicato: 06.12.2006 13:47
Durata del viaggio: 3 giorni
Data della partenza: 06.10.2006
Data del ritorno: 09.10.2006

Scritto da giadaelisa
Vive a Poncarale. Lombardia - Italia


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Racconto

13340 I più richiesti souvenir di Piacenza sono i prodotti enogastronomici; non a caso il territorio era ben noto per il buon cibo e il buon vino fin dai tempi antichi. Nel ' 500 i mercanti parmensi e milanesi acquistavano il cacio piacentino e lo rivendevano sui mercati di Firenze e Lione; oggi nella provincia si producono formaggi altrettanto famosi tra i quali il Grana Padano DOP e il Provolone Valpadana DOP, di cui Piacenza è l'unico territorio di produzione a sud del Po.
Le raffigurazioni medievali del sacro rito dell'uccisione del maiale nei mosaici della chiesa di san Savino in città o dell'abbazia di San Colombano a Bobbio, testimoniano poi la secolare tradizione della cultura del maiale, attualmente perfettamente rappresentata dai famosi salumi piacentini DOP: coppa, salame, pancetta.
Nel celebre fegato etrusco conservato ai Musei Civici di Palazzo Farnese a Piacenza, un'iscrizione ricorda Fufluns, il dio del vino, mentre i vini piacentini furono lodati già da Cicerone. Prodotto di punta dei diciotto vini DOC piacentini è il Gutturnio che prende il nome da una tondeggiante coppa d’argento di età romana rinvenuta casualmente sulle rive del Po alla fine dell’Ottocento. Dai rossi ai bianchi, ai passiti, agli invecchiati, i vini DOC dei colli piacentini vedono spiccare tra le loro produzioni: Barbera, Bonarda, Novello, Cabernet Sauvignon, Pinot Nero, Pinot Spumante, Pinot Grigio, Ortrugo, Malvasia, Trebbianino Val Trebbia, Monterosso Val d’Arda, Val Nure, Vin Santo, Vin Santo di Vigoleno, Sauvignon e Chardonnay.
Tutte le quattro valli della provincia piacentina hanno qualcosa da offrire - e non solo a tavola -; noi per adesso abbiamo percorso solo il tratto della Strada dei Vini e dei sapori dei Colli Piacentini che si sviluppa nella Val Trebbia, in in un tragitto che si articola da Rivergaro a Coli - per chi volesse precederci le altre tre valli sono: Val Nure, Val Tidone e Val D'Arda -.
Ma torniamo alla nostra Val Trebbia...
L’ampia vallata prende il nome dal fiume Trebbia che ivi scorre per circa 100 km. Mentre la zona bassa è per tradizione votata alla viticoltura, l’alta Val Trebbia, al confine con la Liguria, sfodera paesaggi di rara bellezza . In questi luoghi, dove le acque del fiume sono ancora balnabili e scorrono tra le rocce disegnando tortuosi meandri, sono praticabili diversi sport all’aria aperta, dal semplice escursionismo, alla canoa, alla pesca.
Il nostro itinerario prende avvio da Gazzola. A testimoniare violenze e splendori degli antichi casati rimangono la Torre di Momeliano, i castelli di Ponticello e di Lusignano. In questa zona, nel 218 a.C., durante la seconda guerra punica, sulla riva sinistra del Trebbia, tra Gossolengo e Tuna, si schierò l’esercito di Annibale che sconfisse quello romano comandato dal console Publio Cornelio Scipione.
Superata Gazzola consigliamo una sosta a Rivalta dove all’interno del caratteristico borgo fortificato è visitabile lo splendido castello che domina la riva sinistra del Trebbia. Lo caratterizzano una massiccia torre quadrata di origine medievale, portici e loggiati di fattura rinascimentale, mentre la facciata esterna con il timpano triangolare e lo scalone, che dal cortile porta al piano superiore, sono settecenteschi.
Da Gazzola si arriva facilmente a Rivergaro, amena località turistica, il cui castello, oggi Villa Anguissola Scotti vanta una bella facciata neoclassica con colonne binate e timpano. Si consiglia una visita alla parrocchiale di San’Agata in stile neoclassico e al seicentesco oratorio di San Rocco.
La Strada dei Vini e dei Sapori prosegue lungo la statale 45 per raggiungere Travo, centro abitato fin dal neolitico e poi colonizzato dai Romani, dove fu martirizzato S.Antonino, soldato romano convertito al cristianesimo, patrono della città di Piacenza. Il centro storico del paese si è sviluppato attorno al castello di Anguissola, di impianto medievale, oggi proprietà comunale, che ospita il Museo Archeologico.
La statale 45 si fa più stretta e tortuosa e, avvolta da una natura di incontaminata bellezza, da montagne appenniniche in cui ai campi coltivati si alternano boschi di faggi, querce, castagni e pini, conduce a Bobbio a circa 300 metri di altitudine, il centro turistico più importante della valle, stazione di villeggiatura legata al turismo fluviale. Il simbolo della città è il Ponte Vecchio, detto anche Gobbo, di origine romana, dalla inconfondibile sagoma irregolare delle sue undici campate, dovuta alla furia delle acque o, come vuole la leggenda popolare, all’opera del demonio che l’avrebbe costruito in una sola notte. Il centro storico del paese si sviluppa attraverso tortuose stradine lastricate di impianto medievale, vecchie case e palazzi signorili. La storia del borgo, ubicato in posizione significativa per il controllo della via del sale che da Piacenza, lungo la Val Trebbia, giungeva a Roma, si identifica con quella dell’abbazia di San Colombo, fondata nel 614 d.C. dal monaco irlandese e che tra il IX e il X secolo visse il suo massimo splendore contribuendo alla trascrizione dei codici e alla trasmissione del patrimonio culturale classico. Nei locali del monastero trova sede il Museo dell’abbazia che, tra i reperti più preziosi, conserva una teca d’avorio del IV secolo d.C. Adiacente al monastero si trova la basilica di San Colombano, nella cui cripta si possono ammirare i resti di un mosaico pavimentale del XII secolo con storie bibliche e motivi iconografici legati ai mesi e ai mestieri. Da non perdere è una visita al Castello Malaspina costruito agli inizi del XIV secolo, dal cui cortile interno si gode una stupenda vista della città e delle montagne circostanti.
La Strada dei Vini e dei Sapori prosegue poi in alta Val Trebbia e deviando sulla sinistra, dopo il Ponte S.Martino, proseguendo per una decina di chilometri, arriva fino al paese di Coli che si sviluppa in una conca ai piedi del monte S.Agostino, ad oltre 600 metri di altitudine. Coli è un piccolo borgo: nella piazza della chiesa da ammirare è la crux Michaelica, lapide votiva con iscrizione del X secolo; nelle vicinanze si trova il santuario dedicato a S.Agostino

Contenuti dell'itinerario

1

Tour Gazzola
Emilia Romagna - Italia

06.10.2006

Hotel: Novecento,
Vedere sopra
Ho già scritto parecchio su questo albergo, non c'è bisogno di aggiungere altro. Parla da sè...



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